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Alpaca

alpaca

[ Lama Pacos ]

alpaca Come gli altri camelidi, l’Alpaca è imparentata con i cammelli e i dromedari, essendo specie evolutesi da uno stesso progenitore comune.
Ma a differenza di questi ultimi, i camelidi sudamericani necessitano bere quotidianamente.

L’Alpaca è conosciuta per la sua lana morbida e pregiata, priva di lanolina, quindi ipoallergenica e non soggetta a infeltrimento.

STATO: domestico
HABITAT: Altopiano, tra i 3.500 e i 5.000 metri
ASPETTATIVA DI VITA: 20 anni
PESO: intorno a 80 kg
COMPORTAMENTO: vive in gruppo e come il Lama è un animale socievole e intelligente. Di solito condivide senza problema lo stesso territorio con gli altri camelidi.
RIPRODUZIONE: il maschio generalmente raggiunge la pubertà tra 1 e 3 anni, la femmina a 1 anno. Le femmine hanno un’ovulazione indotta dall’accoppiamento e dalla presenza del seme. Possono rimanere gravide al primo accoppiamento, o necessitarne più d’uno, per dare alla luce un solo cucciolo tra Gennaio e Febbraio, dopo 11 – 11 ½ mesi di gestazione. La femmina è in grado di rimanere nuovamente gravida in capo a 2 settimane.
ALIMENTAZIONE: piante e arbusti

Condor

condor

[ Vultur Gryphus ]

condor Appartenente alla famiglia dei Catartidi, è in assoluto il più grande uccello volatore dell’Emisfero Occidentale.
Nel maschio, più grande della femmina, è presente alla base del collo una sorta di collare piumoso e sulla testa una grossa cresta carnosa rossastra.

Nonostante sia uno dei più longevi uccelli al mondo, e l’adulto non abbia predatori, è un animale a rischio di estinzione, a causa della perdita di territorio e dell’avvelenamento da parte dei cacciatori degli animali da lui predati.

STATO: selvaggio
HABITAT: Precorgliera e Altopiano, tra 3.000 e 5.500 metri.
ASPETTATIVA DI VITA: 50 anni
PESO: tra 9 e 12 kg
COMPORTAMENTO: nidifica solo o in piccoli gruppi.
RIPRODUZIONE: raggiunge la maturità sessuale tra i 5 e i 6 anni e si annida ad alte quote, tra i 3.000 e i 5.000 metri, su rocce inaccessibili, dove depone un solo uovo che necessita di due mesi di incubazione. Il suo ciclo riproduttivo inizia verso Dicembre. Il piccolo rimane nel nido per 6 mesi, ma continua a dipendere dai genitori per un certo periodo.
ALIMENTAZIONE: nonostante la falsa credenza che lo vuole un pericoloso predatore di mandrie, è sostanzialmente un saprofago e preferisce le carcasse di grossi animali.

Fenicotteri Andino, Cileno e di James

fenicotteri

[ Phoenicopterus Andinus, Chilensis, Jamesi ]

fenicotteri Sono 3 delle 6 specie di fenicotteri esistenti al mondo.
L’Andino, conosciuto come Parina Grande, ha gran parte del piumaggio di color rosato intenso e la coda nera.
Il Cileno è di color rosato chiaro, un po’ più scuro verso la coda. Le gambe sono azzurrognole, le articolazioni corrispondenti alle ginocchia di un rosato intenso.
Il Fenicottero di James, conosciuto come Parina Chica, la più piccola delle tre specie, ha una colorazione scarlatta alla base del collo e del dorso, e la coda è nera ma meno visibile di quella dell’Andino.

STATO: selvaggio
HABITAT: lagune poco profonde in Argentina, Bolivia, Cile, Perù.
COMPORTAMENTO: vive in colonie numerose.
RIPRODUZIONE: fa il nido in lagune poco profonde, dove costruisce un nido di fango a forma di cono senza punta, depositandovi un uovo di color bianco. Le uova cominciano a schiudersi tra Marzo e Aprile, dopo 2 mesi di incubazione. Circa dopo dieci giorni dalla schiusa delle uova, gli adulti si spostano verso altre lagune lasciando i piccoli alle cure d’altre femmine. A tre mesi d’età i piccoli possono volare e migrare.
ALIMENTAZIONE: plancton

Guanaco

guanaco

[ Lama Guanicoe ]

guanaco Insieme all’Alpaca, alla Vigogna e al Lama appartiene ai camelidi nativi delle Ande.

Come il Lama, di cui è probabilmente l’antico progenitore, presenta un doppio pelo, esternamente più ruvido, internamente più soffice e d’eccellente qualità, migliore di quello dell’Alpaca. Per questa ragione in passato è stato cacciato indiscriminatamente.
Dagli anni Settanta è considerata specie protetta, e la popolazione di Guanachi in questa regione si stima oggi intorno ai 9.000 esemplari.

STATO: selvaggio
HABITAT: Precordigliera, tra i 3.000 e i 3.800 metri
ASPETTATIVA DI VITA: 20-25 anni
PESO: intorno ai 90 kg
VELOCITA’: 55-60 km/h
COMPORTAMENTO: vive in gruppi formati da un maschio, diverse femmine e i loro piccoli. è un animale territoriale.
RIPRODUZIONE: la femmina raggiunge la pubertà a 1 anno, il maschio intorno ai 2 anni, ed è in grado di riprodursi fino ai 12. L’accoppiamento avviene tra Marzo e Aprile e, dopo un periodo di gestazione di 11 – 11 ½ mesi, la femmina dà alla luce un solo cucciolo tra Febbraio e Marzo. Generalmente la femmina è gravida ogni 2 anni.
ALIMENTAZIONE: piante e arbusti

Lama

lama

[ Lama Glama ]

lamaViene spesso confuso con l’Alpaca, ma la principale differenza tra questi animali sta nella taglia: il Lama è più alto dell’Alpaca, con collo e zampe più lunghe, mentre l’Alpaca presenta una sorta di ciuffo sulla fronte.
Quando comunque la differenza non è chiaramente percepibile, probabilmente si è in presenza di un Huarizo, un incrocio tra Lama e Alpaca, in grado di riprodursi.

STATO: domestico
HABITAT: Altopiano, tra i 3.500 e i 5.000 metri
ASPETTATIVA DI VITA: 20 anni
PESO: intorno ai 150 kg
COMPORTAMENTO: è un animale molto sociale e intelligente che vive in gruppo.
RIPRODUZIONE: la femmina raggiunge la pubertà a 1 anno, il maschio intorno ai 3 anni. L’accoppiamento avviene tra Febbraio e Marzo, in posizione distesa e per un tempo abbastanza lungo (20-45 minuti), cose inusuali per animali di questa stazza. Dopo un periodo di gestazione di 11 – 11 ½ mesi, la femmina partorisce una sola “cria” tra Gennaio e Febbraio. Dopo sole due settimane può essere nuovamente gravida.
ALIMENTAZIONE: piante e arbusti. Come gli altri camelidi, è conosciuto per essere un animale di basso impatto ambientale, non strappando le piante dal suolo.

Nandù

nandu

[ Pterocnemia Pennata ]

nanduConosciuto anche come Nandù di Darwin o, localmente, Suri, è un grande uccello incapace di volare.

Ne esistono 3 sottospecie che vivono in differenti aree: Rhea pennata garleppi (altopiani nordoccidentali dell’Argentina, sudoccidentali della Bolivia e sudorientali del Peru); Rhea pennata tarapacensis (altopiani del nord del Cile); Rhea pennata pennata (steppe patagoniche dell’Argentina e del Cile). Soprattutto le prime due sono a rischio.

STATO: selvaggio
HABITAT: Altopiano, tra i 3.800 e i 4.800 metri
ALTEZZA: 90-100 cm
PESO: tra i 15 e i 25 kg
VELOCITA’: 60 km/h
COMPORTAMENTO: è un animale abbastanza sociale: vive in gruppi di 5-30 uccelli, d’entrambi i sessi e vaire età.
RIPRODUZIONE: la femmina raggiunge la pubertà a 2 anni, il maschio a 3. L’accoppiamento avviene tra Luglio e Agosto. Il maschio diventa aggressivo solo durante il periodo d’incubazione delle uova (da 5 a 55), che è di 30-44 giorni. Sempre il maschio si occupa di accudire i nuovi nati.
ALIMENTAZIONE: arbusti e bassa vegetazione, ma anche piccoli insetti.

Oca delle Ande

oca delle ande

[ Chloephaga Melanoptera ]

oca delle andeÈ una specie d’uccello anseriforme della famiglia Anatidae, nativo delle Ande.
Si incontra dal centro del Perù al centro del Cile e dell’Argentina, dove vive vicino a corsi d’acqua e nei bofedal altopianici.
La coppia rimane unita per tutta la vita.

STATO: selvaggio
HABITAT: Altopiano, tra i 3.800 e i 4.800 metri
ALTEZZA: 50 cm
PESO: tra i 3 e i 5 kg
VELOCITA’: 60 km/h
COMPORTAMENTO: vive in coppia
RIPRODUZIONE: la femmina raggiunge nidifica dal mese di Novembre, depositando da 5 a 10 uova.
ALIMENTAZIONE: bassa vegetazione e piccoli insetti.

Puma

puma

[ Puma Concolor ]

pumaConosciuto anche come Leone di montagna, il suo nome deriva dalla lingua Quechua.
E’ il mammifero selvaggio che occupa il territorio più esteso di tutto l’Emisfero Occidentale, dal Canada al Sud delle Ande, ed è il secondo maggior felino delle Americhe, dopo il giaguaro.

Ammirato da molte culture, tra cui gli Inca, è stato però da sempre avversato dagli allevatori, in quanto predatore di bestiame. Per tale ragione, dal 1996 ne è stata proibita la caccia in molti Paesi, incluso il Cile.

STATO: selvaggio
HABITAT: Precorgliera e Altopiano, tra 3.500 e 5.000 metri
ASPETTATIVA DI VITA: 8-13 anni
PESO: maschio: 50 – 90 kg; femmina: 30 – 65 kg
COMPORTAMENTO: vive in zone rocciose, ma anche in settori più aperti. è un predatore solitario e notturno, ed è la femmina a cacciare
RIPRODUZIONE: a femmina raggiunge la pubertà tra 1 anno e mezzo e 3 anni, il maschio più tardi. L’accoppiamento avviene tra Gennaio e Marzo e dopo una gestazione di 3 mesi, nascono da 1 a 7 cuccioli tra Marzo e Maggio.
ALIMENTAZIONE: principalmente Guanachi, Vigogne, Lama, Alpaca, Cerci andini, Ovini, Bovini e Cavalli, però caccia anche prede più piccole, come i roditori.

Vigogna

vigogna

[ Vicugna Vicugna ]

vigognaProbabile antico progenitore dell’Alpaca, è il più piccolo ed elegante tra i camelidi.
È conosciuto per la sua lana di altissimo pregio, molto costosa anche per via del fatto che l’animale può essere tosato solo ogni 3 anni. Già presso gli Inca vigeva il divieto di tosare questi animali e solo ai membri della famiglia reale era permesso indossare indumenti di vigogna.
Anche oggi è un animale protetto: nel 1974, quando fu dichiarato in pericolo d’estinzione, ne rimanevano solo 6.000 esemplari circa. Oggi, la popolazione di vigogne è di 125.000.

STATO: selvaggio
HABITAT: Altopiano, tra i 4.000 e i 5.500 metri
ASPETTATIVA DI VITA: 30 anni
PESO: tra i 35 e i 65 kg
VELOCITA’: 55-60 km/h
COMPORTAMENTO: vive in gruppi formati da un maschio, da 5-15 femmine e dai piccoli. è un animale territoriale.
RIPRODUZIONE: la femmina raggiunge la pubertà a 1 anno, il maschio intorno ai 2 anni. L’accoppiamento avviene tra Marzo e Aprile e, dopo 11 – 11 ½ mesi, la femmina dà alla luce un solo cucciolo tra Febbraio e Marzo, e dopo sole 2 settimane può nuovamente essere gravida. Il piccolo viene accudito per circa 10 mesi, e diventa indipendente tra i 12 e i 18 mesi.
ALIMENTAZIONE: piante e arbusti

Viscaccia

viscaccia

[ Lagidium Viscacia ]

viscacciaDella stessa famiglia del Chinchilla, ormai scomparso da tempo dagli altopiani cileni, la viscaccia è un’animale timido che si abitua però facilmente alla presenza degli esseri umani, lasciandosi avvicinare, talvolta al punto da potergli passare del cibo. Ama esporsi alla luce e lo si incontra spesso sulle rocce, ad occhi chiusi, rapito dal calore del sole.
L’animale è stato ampiamente cacciato in passato per la sua carne e il suo pelo, ragion per cui la sua popolazione è in declino ed è protetto, come la maggior parte delle specie dell’Altopiano.

STATO: selvaggio
HABITAT: zone rocciose dell’Altopiano, tra i 3.800 e i 5.000 metri
PESO: intorno ai 5-7 kg
COMPORTAMENTO: vive in colonie di 15-30 animali. È un animale diurno.
RIPRODUZIONE: l’accoppiamento avviene tra Ottobre e Dicembre e, dopo una gestazione di 3-4 mesi, la femmina partorisce un solo cucciolo tra Gennaio e Febbraio. Il piccolo è capace di ingerire cibi solidi fin dal primo giorno di vita.
ALIMENTAZIONE: bassa vegetazione

Volpe

volpe

[ Pseudalopez Culpaeus ]

volpeChiamato anche Zorro Culpeo, è il secondo canide più grande del Sud America. Occupa un’area che va dall’Ecuador e dal Perù, fino alla Patagonia e la Terra del Fuoco. Abbastanza comune sul lato occidentale delle Ande, in alcune zone abbastanza antropizzate attacca anche gli ovini, ragione per cui è stato spesso perseguitato, al punto da ridurlo a specie rara, se non sostanzialmente estinta.
Nel nord del Cile non è impossibile vederne degli esemplari, che a volte tentano di avvicinarsi nella speranza di ottenere del cibo.

STATO: selvaggio
HABITAT: Precorgliera e Altopiano, tra 3.000 e 5.000 metri
ASPETTATIVA DI VITA: intorno ai 7 anni
PESO: tra 5 e 7 kg
COMPORTAMENTO: è un mammifero solitario, ad eccezione del periodo della riproduzione. Non è territoriale, spostandosi a seconda della disponibilità di cibo.
RIPRODUZIONE: generalmente l’accoppiamento avviene tra Agosto e Ottobre e, dopo un periodo di 55-60 giorni, la femmina dà alla luce da 2 a 5 piccoli, di solito in una zona rocciosa protetta.
ALIMENTAZIONE: roditori, conigli, uccelli e lucertole, a volte ovini o altri animali d’allevamento di piccole dimensioni, in misura minore, piante e carogne

Bofedal

bofedal

[ Pseudalopez Culpaeus ]

bofedalÈ una sorta di pascolo caratterizzato dalla costante presenza d’acqua e umidità.

È la base della vita per gli animali dell’Altopiano, la loro principale fonte di sostentamento, come lo sono in generale le risorse d’acqua in queste terre che ricevono pioggia solo durante l’estate.

Cactus Candelabro

cactus candelabro

[ Browningia Candelaris ]

cactus candelabroChiamato localmente Cardon, è conosciuto anche come Cactus Candelabro. è un tipo di cactus che ricava l’acqua necessaria alla sua sopravvivenza principalmente dall’umidità dell’aria, che arriva dalla costa attraverso una nebbia chiamata localmente “Camanchaca”.
Il suo sviluppo dipende però anche dall’umidità legata alle poche piogge che cadono sull’Altopiano durante l’estate, e che in rare occasioni possono raggiungere anche quest’area desertica.
Può arrivare ai 5 metri d’altezza ed essere secolare.
Il periodo di fioritura è davvero breve: un solo giorno all’anno in Giugno.
Sono protetti, dal momento che in passato se ne è fatto un uso eccessivo, ma anche perché la loro sopravvivenza risulta minacciata dai cambi climatici.

FAMIGLIA: Cactaceae
ORIGINE: nativa del Nord del Cile, Sud del Peru
HABITAT: tra i 2.000 e i 2.800 metri
VITA: perenne
FIORI: bianchi

Llareta

llareta

[ Azorella Compacta ]

llaretaSembra un muschio, ma in realtà è una pianta. A volte cresce direttamente sul suolo, di tipo acido, così come basico o neutrale, a volte cresce sulle rocce, ma mai all’ombra e sempre in forma molto compatta, per evitare qualsiasi dispersione di calore.
La crescita media è intorno al millimetro per anno, ragione per cui molte Llareta che si incontrano nell’Altopiano sono millenarie.
Costituendo un ottimo combustibile, è stata per questo da sempre usata localmente ma, purtroppo, anche e massicciamente dalle miniere, troppo rispetto alla sua lenta capacità di crescita.
La si ritiene inoltre molto utile contro il diabete, per la sua capacità di abbassare il livello di zucchero nel sangue.

FAMIGLIA: Apiaceae
ORIGINE: nativa del Sud America
HABITAT: tra i 3.200 e i 5.000 metri
VITA: perenne
FIORI: rosa o violetti, ermafroditi

Quenoa

quenoa

[ Polylepis Tarapacana ]

quenoaE’ la pianta nativa più alta che si può incontrare sull’Altopiano, e non supera generalmente i 4 metri d’altezza. Cresce in condizioni di scarse precipitazioni e di gelate notturne.

Utilizzata tradizionalmente nella costruzione dei tetti delle case, per via dell’estrema durezza e resistenza del suo legno, è minacciata dalla perdita di habitat, quindi protetta.

FAMIGLIA: Rosaceae
ORIGINE: nativa del Sud America (Bolivia, Cile e Perù).
HABITAT: tra i 4.000 e i 5.000 metri
VITA: perenne
FIORI: bianchi

Quinoa

quinoa

[ Chenopodium Quinoa ]

Questo pseudocereale, che appartiene alla stessa famiglia della barbabietola e degli spinaci e che vanta un alto contenuto proteico, ha rappresentato un importante alimento per più di 6.000 anni presso gli abitanti di queste terre.

Gli Inca e altre culture non cristiane consideravano sacra questa pianta, per tale ragione i conquistatori spagnoli proibirono per un certo periodo la sua coltivazione, costringendo le popolazioni locali a sostuirla con quella del mais.

FAMIGLIA: Chenopodiaceae
ORIGINE: nativa delle regioni andine
HABITAT: tra i 3.600 e i 4.000 metri
VITA: annuale
FIORI: rosacei

Il popolo Aymara

aymara

Gli Aymara sono un popolo andino millenario que oggi occupa un vasto territorio compreso tra le sponde del lago Titicaca fino al nord-est dell’Argentina, passando per l’Altopiano boliviano e cileno delle Regioni di Arica e Tarapacá.
Si suddivide a sua volta in diversi gruppi, ognuno dei quali abitava un proprio territorio disposto in settori paralleli che andavano dal Deserto di Atacama, passando per i canyon trasversali e la Precordigliera, fino agli Altopiani. Inoltre si spostavano a Occidente fino alla costa e a Oriente verso la zona tropicale, nei loro viaggi annuali di intercambio commerciale.

La storia degli Aymara è contraddistinta da diversi conflitti. Il primo fu con la cultura Tiwanaku (600-1000), sorta nelle vicinanze del lago Titicaca, al cui impero furono assoggettati.
Successivamente con gli Inca, dopo la loro conquista da parte di Tupac Yupanqui. Però sotto entrambi gli imperi, gli Aymara non persero la loro identità storica e culturale.
Diverso fu l’impatto con i conquistatori spagnoli e la loro campagna di sradicamento dell’idolatria, malgrado tra il 1800 e il 1850 gli Aymara delle regioni cilene godettero di un relativo isolamento, in cui poterono rielaborare la loro identità in una cosmovisione ristrutturata e nel culto sincretico corrispondente.
Dopo la Guerra del Pacifico, fu la “cilenizzazione”, l’incorporazione nello Stato cileno, con la sua economia legata alle miniere, la sua cultura criolla e la sua religione cattolico-romana e successivamente protestante, a rappresentare l’impatto più distruttivo all’identità culturale di questo popolo.

Cosmologia

Acapacha è “questo mondo”, che termina in se stesso, coerentemente con una concezione circolare e ciclica della vita e della morte.
Acapacha è simbolizzata da 3 divinità, elementi che permettono che il Lama (Llamo), l’Uomo e la Donna accendano la fiamma (Llama) della vita. Queste divinità sono anche espressioni della percezione Aymara dello spazio, visto in 3 diversi livelli complementari:
1. Mallku (o Achachilas): gli spiriti delle montagne che circondano il villaggio, cioè il livello più alto, quello delle vette, rappresentato dal Candor.
2. Pachamama: la madre terra, il cui culto si realizza nella zona altopianica, rappresentando tale livello, con il pascolo degli animali e l’agricoltura di complemento.
Il Puma, la lucertola e il rospo sono gli animali che indistintamente la rappresentano.
3. Amaru: il serpente che si lega all’economia collegata alle acque dei fiumi e dei canali nella zona agricola della Precordigliera. Amaru rende possibile al seme trasformarsi in ortaggio. Il pesce e il serpente simbolizzano tale divinità.
Si intende come la cosmologia Aymara sia orientata gerarchicamente da Est a Ovest, dalle alte vette da cui viene l’acqua e sorge il sole, al Deserto di Atacama dove le acque vanno a morire di sete e il sole si spegne.
In questa direzione se ne andò anche Wiracocha, il dio creatore andino, terminato il suo compito di generare la vita.

L’epopea del Salnitro

humberstone

Intorno alla metà del XIX secolo, la rivoluzione industriale aveva generato nuove esigenze di reddittività dei suoli, in ragione dell’aumento della popolazione, e di un recente passato caratterizzato da monocoltivazioni.
Nella ricerca di sistemi per ridare nuova vita ai terreni, si ricorre in un primo momento al Guano, sterco d’uccello con alto potere fertilizzante, che ricopriva ampiamente le coste allora peruviane. Le particolari condizioni climatiche del Deserto di Atacama, avevano infatti permesso l’accumularsi nei millenni di ampi strati di Guano che parevano, allora, inesauribili.
All’esportazione su larga scala del Guano a partire dal 1840, corrispose la scoperta del Salnitro, come ulteriore risorsa fertilizzante, di cui il Deserto di Atacama era allora il più grande deposito naturale conosciuto al mondo. La sua massiccia esportazione dal 1850 in poi, fu ben presto motivata anche dal suo utilizzo nella fabbricazione di esplosivi, di cui l’Europa, nei suoi periodici conflitti, necessitava ampiamente.

Per parte sua, il Perù continuava ad vedere arricchirsi un’oligarchia unicamente interessata a sfoggiare simboli di potere, mentre lo Stato accumulava debiti superiori alle entrate. In un’illusoria indipendenza, in realtà l’Inghilterra aveva preso il posto della Spagna, aggiudicandosi il commercio del Guano e del Salnitro, i cui depositi servivano da garanzia ai prestiti britannici al governo peruviano. L’estrazione del Salnitro si estese presto anche alla provincia allora boliviana di Antofagasta. Ma di fatto, questo affare sostanzialmente inglese, aveva nello Stato cileno, allora territorialmente limitato alle valli centrali, il vero partner commerciale, giudicato ben più affidabile di quello peruviano o boliviano.
Così, dopo che il Perù, nel 1875, decise di espropriare le fabbriche del Salnitro dando in cambio dei pagaré, e la Bolivia tentò di applicare una tassazione a questa industria, il Cile, con l’appoggio dell’Inghilterra, occupò le provincie boliviane e peruviane, dando inizio alla Guerra del Pacifico (1879-1883).

Come prevedibile, al termine della guerra, il governo cileno vincitore riconobbe il valore dei pagaré peruviani che, nel frattempo, con la guerra, erano finiti nelle mani degli speculatori finanziari britannici, riconsegnando di fatto le terre del Salnitro agli inglesi, da allora in poi indiscussi attori di questo commercio mondiale.

Il Cile, di contro, possessore di quasi 180.000 km2 di territorio ricco di Salnitro e Guano, così come di rame, oro e argento, senza possedere alcuna fabbrica, godette delle notevoli entrate connesse ai diritti di esportazione.
Il primo e unico tentativo dello Stato Cileno di dare vita ad una sua propria industria del Salnitro, promosso dal Presidente Balmaceda nel 1888, nella sua intenzione di nazionalizzare i distretti del Salnitro, portò ad una guerra civile finanziata dagli inglesi, i quali arrivarono ad occupare militarmente, con navi da guerra, la costa cilena.
Con il suicidio di Balmaceda nel 1891, seguito alla sua disfatta, muore con lui l’aspirazione cilena di disporre direttamente delle proprie ricchezze territoriali.

Le fortune dell’industria del Salnitro continueranno con la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, in seguito alla grande domanda di esplosivi, ma anche in modo altalenante a causa della scoperta, durante il primo conflitto mondiale, del Salnitro sintetico, e della crisi del 1929.
A partire dagli anni ‘50, la diminuzione della richiesta mise definitivamente in crisi la produzione che, con gli anni ‘60, cessò definitivamente, trasformando le centinaia di fabbriche del Salnitro che punteggiavano il Deserto in città fantasma.

Tra queste, Humberstone.

Humberstone

Del 1872 è la fondazione della fabbrica “La Palma”, (poi “Humberstone”) da parte di The Peruvian Nitrate Company, di James Thomas Humberstone. Venduta al Governo Peruviano, viene riscattata alla fine della Guerra del Pacifico da parte di Gibbs & Company. Nel 1890 nasce The New Tamarugal Nitrate Company Ltd, che dota la fabbrica del Sistema Shanks, trasformando La Palma in una delle più produttive industrie del Salnitro della zona di Tarapacá.

Nel 1932, La Palma paralizza la produzione e nel 1934 viene acquistata da COSATAN (Compañía Salitrera de Tarapacá y Antofagasta), rinominata “Humberstone” e modernizzata.
Nel 1940 vive il suo periodo di massima espansione, arrivando ad ospitare una popolazione di 3.700 abitanti.
Nel 1958 COSATAN entra in crisi e nel 1960 abbandona definitivamente la fabbrica.

Dopo essere stata dichiarata Monumento Nazionale nel 1970, ottiene il riconoscimento di Bene Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO nel 2005.

Oggi è possibile visitare la parte conservata della zona industriale e del villaggio, con le sue case per dirigenti, impiegati e operai, la scuola, il teatro, il mercato, e un interessante Museo che ricostruisce la storia del “Pampino”, il lavoratore del Salnitro.

Vita da pampino: fichas salitreras

Uno degli esempi più rappresentativi delle condizioni di vita dei lavoratori del Salnitro, è il sistema di retribuzione del loro lavoro. I salari, infatti, non venivano pagati in denaro corrente, ma attraverso una sorta di moneta emessa e valida solo all’interno delle fabbriche, con cui questi potevano comprare generi di prima necessità venduti dalla fabbrica stessa.

Non è difficile capire cosa ciò poteva significare per lavoratori che erano stati spesso contrattati all’estero, e la cui speranza di potervi un giorno far ritorno, naufragava davanti all’impossibilità di pagarsi anche il solo viaggio.

Il sistema delle fichas motivò le prime lotte sociali, alle quali il governo cileno rispose con misure fortemente repressive. La più atroce fu la mattanza della Scuola Santa María di Iquique, quando, il 21 Dicembre 1907, l’esercito aprì il fuoco sulla folla, uccidendo circa 2000 persone tra uomini, donne e bambini.

Il sistema delle fichas fu bandito ufficialmente nel 1924, ma continuò ad essere usato per diversi anni ancora.

Salnitro: Nitrato di Potassio

In natura lo si trova combinato a depositi di gesso, cloruro di sodio, altri sali e sabbia, in un insieme denominato “caliche”.

Il processo di estrazione del Salnitro prevedeva: la triturazione del “caliche”, il suo riscaldamento tramite vapore per ottenerne la dissoluzione, la saturazione con Nitrato di Sodio e la decantazione del composto. Da una prima cristallizzazione si otteneva il Salnitro Sodico, da una seconda, il Salnitro Potassico.

E’ utilizzato per produrre Acido Nitrico, impiegato come reattivo da laboratorio, per fabbricare esplosivi quali la nitroglicerina, come fertilizzante, per produrre l’acqua regia (particolare reattivo capace di dissolvere l’oro e il platino), nella conservazione alimentare (E252).

Il Nitrato de Potassio è inoltre un agente ossidante indispensabile per la polvere da sparo.

Il Deserto di Atacama

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E’ conosciuto come uno dei deserti più aridi del mondo.

Le principali ragioni che ne determinano la natura desertica sono:
1. un fenomeno climatico globale che a questa latitudine crea deserti in tutte le coste occidentali di tutti i Continenti dell’Emisfero Sud. Grandi sistemi instabili di alta pressione, conosciuti come Anticicloni del Pacifico, si mantengono vicini alla costa, generando venti verso est che allontanano le nubi;
2. la Corrente di Humboldt, che trasporta acqua fredda dall’Antartide verso nord, raffredda le brezze marine provenienti dall’ovest e riduce l’evaporazione, impedendo così la formazione di nuvole portatrici di pioggia.

Le precipitazioni nel deserto sono di media inferiori al millimetro all’anno, malgrado ci siano settori nei quali si sono registrati periodi di più di 300 anni senza pioggia.
Alcuni luoghi del Deserto ricevono però l’umidità proveniente dal mare, sotto forma di una nebbia conosciuta come “Camanchaca”.

Nel 2003, un gruppo di ricercatori ha pubblicato i risultati ottenuti utilizzando le strumentazioni e le prove sperimentali impiegate su Marte, per cercare la vita in alcuni tra i settori più aridi del deserto, non potendo incontrarne alcuna.

Sicuramente il Deserto resta un enorme serbatoio di risorse minerali metalliche e non, come rame, argento, oro e ferro, litio, boro, potassio e nitrato di sodio, calcio e gesso.

Origini

Diverse teorie si contendono la spiegazione sulle ragioni e il periodo in cui si originò il Deserto di Atacama.
Complessivamente si stima la sua formazione tra 10 e 3 milioni di anni fa.
Per la teoria ad oggi più accettata, iniziò a prendere forma 10 milioni di anni fa, quando le Ande alle sue spalle crebbero sufficientemente da poter far da barriera all’umidità proveniente dalla conca delle Amazzoni.
Secondo però uno studio più recente, la zona dell’attuale Deserto si sarebbe malgrado ciò mantenuta ancora umida fino a 3 milioni di anni fa, quando grandi cambi climatici globali determinarono il formarsi dei deserti africani e, più in generale, di tutti i deserti dell’Emisfero Sud, di cui quello di Atacama risulta il più significativo.

Origine dei Salar dell’Altopiano

salaraltopiano

I Salar dell’Altopiano Andino si formarono durante il Terziario Superiore, tra 20 e 2 milioni di anni fa e non hanno relazione con acqua di mare imprigionata a seguito del sollevamento della placca continentale.

Si formarono per il concorrere di quattro fenomeni, anche se a volte non sono necessari tutti e quattro per dare origine ad un Salar: movimento tectonico, vulcanismo, clima (arido) ed endorreismo (regioni la cui acqua non ha sbocco verso il mare, potendo quindi solo evaporare).
Gli spazi chiusi fanno in modo che le scarse precitazioni, così come le affluenze sottorranee del termalismo, abbiamo come destino finale le depressioni, in cui non possono che evaporare. Le colate degli stratovulcani attivi vengono erose dalle pioggie e, insieme alle ceneri prodotte dalle esplosioni, riempiono le depressioni. Il termalismo, che può essere di tipo geyser – la cui attività, oggi estremamente ridotta, fu straordinaria in passato – fumarola o sorgente minerale, apporta elementi chimici alle conche di sedimentazione, dove il clima arido costringe l’acqua ad evaporare, e i minerali cristallizzano in superficie.

I minerali più importanti presenti sono boro, gesso, carbonato di sodio, litio.

Orogenesi andina

orogenesi andina

Los Andes

Con i suoi 7.300 km di lunghezza, è la più estesa catena di montagne al mondo.
Fuori dal Continente asiatico, è anche la più alta, con una media che va dai 4.000 ai 6.000 metri d’altezza e la cima più alta – l’Aconcagua, in Argentina – che raggiunge i 6.962 metri.
La larghezza media è di 240 km, raggiungendo i 500 km nel punto più largo, quando cioè, nel settore centrale, tra Cile e Bolivia,
si divide in Cordigliera Orientale e Occidentale.

E’ qui, tra le due Cordigliere, che si apre perdendosi a vista d’occhio, l’Altopiano.

Da quando ebbe inizio, 180 milioni di anni fa, il processo di costituzione delle Ande, con il movimento della Placca di Nazca sotto quella Continentale, si stima che sia avvenuta nel lato del Pacifico la subduzione più o meno continua di quasi 100.000 km di corteccia oceanica.

Il vulcanismo non ha mai smesso di rappresentare l’effetto più rilevante del movimento tettonico e, ancora oggi, il fronte vulcanico che alimenta la Cordigliera delle Ande lavora sul suo fianco Occidentale, a 100 km di profondità.
Insieme al vulcanismo, la prepotente spinta verso est ha generato sollevamenti e faglie, e all’interno delle faglie estese depressioni.

Il movimento distensivo e di faglie di direzione inversa, ha poi spaccato la terra provocando collassi di estese aree di pianure e vallate.

Almeno tre eventi di sollevamento rapido sono avvenuti nella sola ultima fase di crescita delle Ande, a partire da 25 milioni di anni fa. Tra questi eventi ci sono state fasi di relativa quiete tettonica, dove il paesaggio è stato periodicamente inondato da gigantesche nubi ardenti e rimodellato dalle acque che, con il clima sempre più arido, hanno ricoperto un ruolo via via meno importante.

Anche se il vulcanismo appare oggi decisamente meno intenso, la spinta della Placca di Nazca non smette di far sentire la sua forza, con una deriva orizzontale nell’ordine di 6 cm all’anno.

Le tappe

Permico, 250 milioni di anni fa:
Tutte le masse continentali si trovavano riunite in un unico supercontinente, che chiamiamo oggi Pangea. A partire da circa 200 milioni di anni fa, Pangea cominciò a separasi in due supercontinenti: Laurasia al nord, e Gondwana al sud. Questo processo “terminò” intorno a 50 milioni di anni fa, quando tutti i Contintenti acquisirono approsimativamente le loro attuali forme e posizioni. La storia dell’orogenesi andina parte da questa grande deriva continentale.

Giurassico, 180 milioni di anni fa:
Come prima conseguenza della deriva continentale di Pangea, la litosfera pacifica di tipo oceanico comincia a muoversi sotto quella continentale sudamericana.
Ciò genera la proto-Cordigliera Orientale, costituita da rocce sedimentarie molto deformate verso est, e la formazione di un primo arco magmatico lungo la costa del Sud America, costituito da complessi vulcanici prevalentemente sommersi. Al magma prodotto da questo primo arco vulcanico, si deve l’inizio della formazione della Cordigliera della Costa.

Cretaceo, 100 milioni di anni fa:
Un secondo arco magmatico prende forma, parallelo a quello del Giurassico, tra questo e il continente, questa volta soprattutto sopra il livello del mare.
Prende quindi forma un’imponente catena vulcanica, che viene erosa nel tempo. Ciò che resta oggi sono solo le radici dell’arco sotto forma di alcune aree di roccia batolitica nella Cordigliera Occidentale.
Il sollevamento della corteccia continua a deformare verso est le rocce della Cordigliera Orientale.

Oligocene e Miocene, tra 30 e 20 milioni di anni fa:
Si forma un terzo arco magmatico, più a oriente del secondo, mentre prosegue la costituzione della Cordigliera Orientale, come sollevamento e deformazione verso est delle rocce.
Quest’ultimo arco e la sua straordinaria attività andranno a generare la Cordigliera Occidentale, così come la conosciamo oggi, ma in un lungo processo fatto di eventi alternativamente costruttivi e distruttivi, che non è ancora completamente terminato.

Miocene, da 19 milioni di anni fa:
Eruzioni gigantesche producono un volume di circa 3.000 km3 di magma che copre un’area estesa con una grossa coltre di ignimbrite, un tipo di roccia formata dal progressivo depositarsi di ceneri vulcaniche espulse nelle eruzioni degli stratovulcani sotto forma di nubi ardenti, una volta precitatate al suolo. Da allora l’ignimbrite ha impresso il suo carattere al paesaggio, dall’Altopiano fino alla costa.
In questo periodo, conseguentemente al magmatismo, che riscaldando l’acqua, l’arricchisce di elementi come oro, argento, rame, si devono i grandi giacimenti metallici tipici di questo settore delle Ande.
Sempre in questa fase si forma il Deserto di Atacama, prendono forma i Salar e l’Altopiano raggiunge la sua attuale altitudine.

Era Quaternaria, da 2 milioni a 10.000 anni fa:
L’erosione dei fiumi e dei ghiacciai che coprono queste terre durante l’Era Quaternaria, contribuisce ulteriormente a dare l’aspetto attuale alle catena di montagne e all’Altopiano, così come ai profondi cayon e valli che si aprono la strada verso il mare.
In tale epoca si consolida infatti la Depressione Intermedia, ovvero ciò che sta tra la Cordigliera Occidentale e la Cordigliera della Costa.
Generalmente è definita una pianura coperta da terreno di riporto sparso in canyon, dal momento che il carattere originario pianeggiante si è fratturato in faglie e depressioni a seguito del movimento geologico e dell’erosione delle acque.