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Il Deserto di Atacama

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E’ conosciuto come uno dei deserti più aridi del mondo.

Le principali ragioni che ne determinano la natura desertica sono:
1. un fenomeno climatico globale che a questa latitudine crea deserti in tutte le coste occidentali di tutti i Continenti dell’Emisfero Sud. Grandi sistemi instabili di alta pressione, conosciuti come Anticicloni del Pacifico, si mantengono vicini alla costa, generando venti verso est che allontanano le nubi;
2. la Corrente di Humboldt, che trasporta acqua fredda dall’Antartide verso nord, raffredda le brezze marine provenienti dall’ovest e riduce l’evaporazione, impedendo così la formazione di nuvole portatrici di pioggia.

Le precipitazioni nel deserto sono di media inferiori al millimetro all’anno, malgrado ci siano settori nei quali si sono registrati periodi di più di 300 anni senza pioggia.
Alcuni luoghi del Deserto ricevono però l’umidità proveniente dal mare, sotto forma di una nebbia conosciuta come “Camanchaca”.

Nel 2003, un gruppo di ricercatori ha pubblicato i risultati ottenuti utilizzando le strumentazioni e le prove sperimentali impiegate su Marte, per cercare la vita in alcuni tra i settori più aridi del deserto, non potendo incontrarne alcuna.

Sicuramente il Deserto resta un enorme serbatoio di risorse minerali metalliche e non, come rame, argento, oro e ferro, litio, boro, potassio e nitrato di sodio, calcio e gesso.

Origini

Diverse teorie si contendono la spiegazione sulle ragioni e il periodo in cui si originò il Deserto di Atacama.
Complessivamente si stima la sua formazione tra 10 e 3 milioni di anni fa.
Per la teoria ad oggi più accettata, iniziò a prendere forma 10 milioni di anni fa, quando le Ande alle sue spalle crebbero sufficientemente da poter far da barriera all’umidità proveniente dalla conca delle Amazzoni.
Secondo però uno studio più recente, la zona dell’attuale Deserto si sarebbe malgrado ciò mantenuta ancora umida fino a 3 milioni di anni fa, quando grandi cambi climatici globali determinarono il formarsi dei deserti africani e, più in generale, di tutti i deserti dell’Emisfero Sud, di cui quello di Atacama risulta il più significativo.

Origine dei Salar dell’Altopiano

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I Salar dell’Altopiano Andino si formarono durante il Terziario Superiore, tra 20 e 2 milioni di anni fa e non hanno relazione con acqua di mare imprigionata a seguito del sollevamento della placca continentale.

Si formarono per il concorrere di quattro fenomeni, anche se a volte non sono necessari tutti e quattro per dare origine ad un Salar: movimento tectonico, vulcanismo, clima (arido) ed endorreismo (regioni la cui acqua non ha sbocco verso il mare, potendo quindi solo evaporare).
Gli spazi chiusi fanno in modo che le scarse precitazioni, così come le affluenze sottorranee del termalismo, abbiamo come destino finale le depressioni, in cui non possono che evaporare. Le colate degli stratovulcani attivi vengono erose dalle pioggie e, insieme alle ceneri prodotte dalle esplosioni, riempiono le depressioni. Il termalismo, che può essere di tipo geyser – la cui attività, oggi estremamente ridotta, fu straordinaria in passato – fumarola o sorgente minerale, apporta elementi chimici alle conche di sedimentazione, dove il clima arido costringe l’acqua ad evaporare, e i minerali cristallizzano in superficie.

I minerali più importanti presenti sono boro, gesso, carbonato di sodio, litio.

Orogenesi andina

orogenesi andina

Los Andes

Con i suoi 7.300 km di lunghezza, è la più estesa catena di montagne al mondo.
Fuori dal Continente asiatico, è anche la più alta, con una media che va dai 4.000 ai 6.000 metri d’altezza e la cima più alta – l’Aconcagua, in Argentina – che raggiunge i 6.962 metri.
La larghezza media è di 240 km, raggiungendo i 500 km nel punto più largo, quando cioè, nel settore centrale, tra Cile e Bolivia,
si divide in Cordigliera Orientale e Occidentale.

E’ qui, tra le due Cordigliere, che si apre perdendosi a vista d’occhio, l’Altopiano.

Da quando ebbe inizio, 180 milioni di anni fa, il processo di costituzione delle Ande, con il movimento della Placca di Nazca sotto quella Continentale, si stima che sia avvenuta nel lato del Pacifico la subduzione più o meno continua di quasi 100.000 km di corteccia oceanica.

Il vulcanismo non ha mai smesso di rappresentare l’effetto più rilevante del movimento tettonico e, ancora oggi, il fronte vulcanico che alimenta la Cordigliera delle Ande lavora sul suo fianco Occidentale, a 100 km di profondità.
Insieme al vulcanismo, la prepotente spinta verso est ha generato sollevamenti e faglie, e all’interno delle faglie estese depressioni.

Il movimento distensivo e di faglie di direzione inversa, ha poi spaccato la terra provocando collassi di estese aree di pianure e vallate.

Almeno tre eventi di sollevamento rapido sono avvenuti nella sola ultima fase di crescita delle Ande, a partire da 25 milioni di anni fa. Tra questi eventi ci sono state fasi di relativa quiete tettonica, dove il paesaggio è stato periodicamente inondato da gigantesche nubi ardenti e rimodellato dalle acque che, con il clima sempre più arido, hanno ricoperto un ruolo via via meno importante.

Anche se il vulcanismo appare oggi decisamente meno intenso, la spinta della Placca di Nazca non smette di far sentire la sua forza, con una deriva orizzontale nell’ordine di 6 cm all’anno.

Le tappe

Permico, 250 milioni di anni fa:
Tutte le masse continentali si trovavano riunite in un unico supercontinente, che chiamiamo oggi Pangea. A partire da circa 200 milioni di anni fa, Pangea cominciò a separasi in due supercontinenti: Laurasia al nord, e Gondwana al sud. Questo processo “terminò” intorno a 50 milioni di anni fa, quando tutti i Contintenti acquisirono approsimativamente le loro attuali forme e posizioni. La storia dell’orogenesi andina parte da questa grande deriva continentale.

Giurassico, 180 milioni di anni fa:
Come prima conseguenza della deriva continentale di Pangea, la litosfera pacifica di tipo oceanico comincia a muoversi sotto quella continentale sudamericana.
Ciò genera la proto-Cordigliera Orientale, costituita da rocce sedimentarie molto deformate verso est, e la formazione di un primo arco magmatico lungo la costa del Sud America, costituito da complessi vulcanici prevalentemente sommersi. Al magma prodotto da questo primo arco vulcanico, si deve l’inizio della formazione della Cordigliera della Costa.

Cretaceo, 100 milioni di anni fa:
Un secondo arco magmatico prende forma, parallelo a quello del Giurassico, tra questo e il continente, questa volta soprattutto sopra il livello del mare.
Prende quindi forma un’imponente catena vulcanica, che viene erosa nel tempo. Ciò che resta oggi sono solo le radici dell’arco sotto forma di alcune aree di roccia batolitica nella Cordigliera Occidentale.
Il sollevamento della corteccia continua a deformare verso est le rocce della Cordigliera Orientale.

Oligocene e Miocene, tra 30 e 20 milioni di anni fa:
Si forma un terzo arco magmatico, più a oriente del secondo, mentre prosegue la costituzione della Cordigliera Orientale, come sollevamento e deformazione verso est delle rocce.
Quest’ultimo arco e la sua straordinaria attività andranno a generare la Cordigliera Occidentale, così come la conosciamo oggi, ma in un lungo processo fatto di eventi alternativamente costruttivi e distruttivi, che non è ancora completamente terminato.

Miocene, da 19 milioni di anni fa:
Eruzioni gigantesche producono un volume di circa 3.000 km3 di magma che copre un’area estesa con una grossa coltre di ignimbrite, un tipo di roccia formata dal progressivo depositarsi di ceneri vulcaniche espulse nelle eruzioni degli stratovulcani sotto forma di nubi ardenti, una volta precitatate al suolo. Da allora l’ignimbrite ha impresso il suo carattere al paesaggio, dall’Altopiano fino alla costa.
In questo periodo, conseguentemente al magmatismo, che riscaldando l’acqua, l’arricchisce di elementi come oro, argento, rame, si devono i grandi giacimenti metallici tipici di questo settore delle Ande.
Sempre in questa fase si forma il Deserto di Atacama, prendono forma i Salar e l’Altopiano raggiunge la sua attuale altitudine.

Era Quaternaria, da 2 milioni a 10.000 anni fa:
L’erosione dei fiumi e dei ghiacciai che coprono queste terre durante l’Era Quaternaria, contribuisce ulteriormente a dare l’aspetto attuale alle catena di montagne e all’Altopiano, così come ai profondi cayon e valli che si aprono la strada verso il mare.
In tale epoca si consolida infatti la Depressione Intermedia, ovvero ciò che sta tra la Cordigliera Occidentale e la Cordigliera della Costa.
Generalmente è definita una pianura coperta da terreno di riporto sparso in canyon, dal momento che il carattere originario pianeggiante si è fratturato in faglie e depressioni a seguito del movimento geologico e dell’erosione delle acque.