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Da Cariquima a Iquique

Difficile da immaginare, osservandone l’abbagliante e meravigliosa desolazione,
il Deserto di Atacama fu il territorio conteso dallo Stato cileno, peruviano e boliviano durante la Guerra del Pacifico (1879-1883).

Le sue grandi risorse minerarie fecero la ricchezza dello Stato cileno vincitore, trasformandolo in uno Stato moderno,
e diedero origine all’epopea dolorosa e insieme gloriosa di migliaia di “pampinos”, i lavoratori delle fabbriche del Salnitro.

Cariquima

cariquima

“Marka” della terza comunità Aymara presente in Cile, Cariquima è un villaggio in cui è più frequente incontrare persone tra le sue poche strade e nella sua piazza.

Cariquima è anche il nome del monte che presiede al villaggio e del tipico cactus che cresce nelle vicinanze, capace di raggiungere i 4 metri d’altezza.

Altitudine: 3650 mslm.
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CACTUS CARIQUIMA [ Echinopsis Atacamensis ]

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Aroma

aroma

Preceduto da un bel bofedal circolare racchiuso tra bassi rilievi rossastri, il grande Canyon Aroma si sviluppa successivamente in una lunga e profonda striscia di territorio eroso, dove l’ignimbrita rossastra si alterna al bianco di depositi minerari, mentre sullo sfondo spiccano le vette della Cordigliera occidentale, tra cui il Monte Cariquima.

Altitudine: 3600 mslm.

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Alloani

alloani

Un altro canyon dell’Altopiano, poco più avanti del Canyon Aroma, in cui l’erosione dell’acqua e del vento ha dato bizzarre forme alle rocce di ignimbrite.

Malgrado l’evidenza dell’erosione nell’Altopiano dovuta al vento e soprattutto alle acque nel ritiro dei ghiacciai al termine delle glaciazioni, in realtà questo territorio è stato principalmente modellato dall’attività vulcanica e solo in misura minore dagli agenti esterni. Ed è proprio in luoghi come questo, osservando la profondità degli strati erosi di roccia vulcanica, che si misura la portata delle eruzioni vulcaniche e dei loro depositi.

Altitudine: 3550 mslm.

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Huayna Potosi

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Tra i numerosi pendii colorati delle vette tipici della Cordigliera delle Ande, Huayna Potosì è quello a cui ci si riesce ad avvicinare maggiormente, dal momento che se ne costeggia un fianco. Bianchi, gialli, rossi, verdi e viola, i minerali erosi e ossidati delle rocce si alternano e si fondono, ricordandoci oltremodo la natura vulcanica di queste terre e il ruolo giocato dalle acque minerali connesse al vulcanismo. Proprio ad esse, al loro apporto chimico alle rocce nelle camere magmatiche si devono i grandi giacimenti di oro, argento, rame e stagno, tipici delle Ande.

Altitudine: 4000 mslm.

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Chusmiza

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Nulla aiuta maggiormente a comprendere di essere nuovamente entrati in Precordigliera della presenza dei tipici cactus Guacalla e Chastudo, che in questo settore abbondano.

Qui la Precordigliera occupa una zona ridotta rispetto a quella più a nord intorno a Putre, e cede subito il passa ai desertici canyon trasversali. Chusmiza, piccolo villaggio posto in una valle, è l’ultimo avamposto della Precordigliera. Da lì la discesa verso il deserto e la sua aridità si fa inesorabile.

Altitudine: 3300 mslm.

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Tarapacà

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E’ il canyon più profondo e lungo della regione che porta lo stesso nome.
In questo settore i canyon terminano direttamente nella Pampa del Deserto di Atacama, che sostituisce quindi le valli trasversali presenti nella regione di Arica.

Sullo sfondo si intravede la Cordigliera della costa, che nasce 20 km a sud di Arica e termina nel sud del Cile, nella regione di Aysen. E’ una Cordigliera con un’altitudine media di 1.000 metri, la prima a essersi formata all’interno del lungo processo di orogenesi andina che ha generato le attuali Ande, e che è necessario attraversare per raggiungere Iquique e la costa.

Altitudine: 2300 mslm.

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Gigante di Atacama

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E’ il geoglifo antropomorfo più grande del mondo, con un’altezza di 86 metri.

Fu realizzato intorno all’anno 1000, sul finire dell’epoca Tiwanaku, con una tecnica mista, mediante accomulazione di pietre e scavando il terreno.

Alcuni sostengono rappresenti il dio pre-incaico Tarapacá, altri un guerriero. Purtroppo, non avendo i Tiwanaku scrittura, qualsiasi tesi resta indimostrabile. Dai pochi elementi certi, quali la presenza nelle vicinanze di acqua a livello sotterraneo, ancora oggi portata in superficie, e la sua collocazione nel Cerro Unita, dove Unita è deformazione della parola Aymara Uma o Umita, cioè acqua, possiamo concludere che con molta probabilità si trattava di un luogo cerimoniale connesso alla fertilità del suolo.

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Iquique

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È una città portuale costiera i cui primi abitanti furono i Camanchacos, pescatori, poi i Cole, agricoltori, assoggettati agli Aymara dell’Altopiano fino al VI secolo, quando iniziò l’espansione Tiwanaku.

La città fu dominata dagli Inca fino alla conquista degli Spagnoli e fu parte del Vicereame del Perù dal 1539 al 1821. Gli Spagnoli crearono e svilupparono il porto, soprattutto a seguito della scoperta delle ricchezze minerarie della zona.

Nel 1821 fu dichiarata l’indipendenza dalla Spagna e nella guerra tra Perù e Bolivia, quest’ultima occupò Iquique, mentre a seguito della Guerra del Pacifico, Iquique passò al Cile.

Con la crisi del Salnitro, la città si convertì in un porto per l’esportazione di farina di pesce, mentre oggi la sua principale fonte d’ingresso è il settore minerario, principalmente legato all’estrazione di rame.

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HUMBERSTONE E SANTA LAURA Le fabbriche del Salnitro meglio conservate, nelle vicinanze di Iquique.

Santa LauraHumberstone