L’epopea del Salnitro

humberstone

Intorno alla metà del XIX secolo, la rivoluzione industriale aveva generato nuove esigenze di reddittività dei suoli, in ragione dell’aumento della popolazione, e di un recente passato caratterizzato da monocoltivazioni.
Nella ricerca di sistemi per ridare nuova vita ai terreni, si ricorre in un primo momento al Guano, sterco d’uccello con alto potere fertilizzante, che ricopriva ampiamente le coste allora peruviane. Le particolari condizioni climatiche del Deserto di Atacama, avevano infatti permesso l’accumularsi nei millenni di ampi strati di Guano che parevano, allora, inesauribili.
All’esportazione su larga scala del Guano a partire dal 1840, corrispose la scoperta del Salnitro, come ulteriore risorsa fertilizzante, di cui il Deserto di Atacama era allora il più grande deposito naturale conosciuto al mondo. La sua massiccia esportazione dal 1850 in poi, fu ben presto motivata anche dal suo utilizzo nella fabbricazione di esplosivi, di cui l’Europa, nei suoi periodici conflitti, necessitava ampiamente.

Per parte sua, il Perù continuava ad vedere arricchirsi un’oligarchia unicamente interessata a sfoggiare simboli di potere, mentre lo Stato accumulava debiti superiori alle entrate. In un’illusoria indipendenza, in realtà l’Inghilterra aveva preso il posto della Spagna, aggiudicandosi il commercio del Guano e del Salnitro, i cui depositi servivano da garanzia ai prestiti britannici al governo peruviano. L’estrazione del Salnitro si estese presto anche alla provincia allora boliviana di Antofagasta. Ma di fatto, questo affare sostanzialmente inglese, aveva nello Stato cileno, allora territorialmente limitato alle valli centrali, il vero partner commerciale, giudicato ben più affidabile di quello peruviano o boliviano.
Così, dopo che il Perù, nel 1875, decise di espropriare le fabbriche del Salnitro dando in cambio dei pagaré, e la Bolivia tentò di applicare una tassazione a questa industria, il Cile, con l’appoggio dell’Inghilterra, occupò le provincie boliviane e peruviane, dando inizio alla Guerra del Pacifico (1879-1883).

Come prevedibile, al termine della guerra, il governo cileno vincitore riconobbe il valore dei pagaré peruviani che, nel frattempo, con la guerra, erano finiti nelle mani degli speculatori finanziari britannici, riconsegnando di fatto le terre del Salnitro agli inglesi, da allora in poi indiscussi attori di questo commercio mondiale.

Il Cile, di contro, possessore di quasi 180.000 km2 di territorio ricco di Salnitro e Guano, così come di rame, oro e argento, senza possedere alcuna fabbrica, godette delle notevoli entrate connesse ai diritti di esportazione.
Il primo e unico tentativo dello Stato Cileno di dare vita ad una sua propria industria del Salnitro, promosso dal Presidente Balmaceda nel 1888, nella sua intenzione di nazionalizzare i distretti del Salnitro, portò ad una guerra civile finanziata dagli inglesi, i quali arrivarono ad occupare militarmente, con navi da guerra, la costa cilena.
Con il suicidio di Balmaceda nel 1891, seguito alla sua disfatta, muore con lui l’aspirazione cilena di disporre direttamente delle proprie ricchezze territoriali.

Le fortune dell’industria del Salnitro continueranno con la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, in seguito alla grande domanda di esplosivi, ma anche in modo altalenante a causa della scoperta, durante il primo conflitto mondiale, del Salnitro sintetico, e della crisi del 1929.
A partire dagli anni ‘50, la diminuzione della richiesta mise definitivamente in crisi la produzione che, con gli anni ‘60, cessò definitivamente, trasformando le centinaia di fabbriche del Salnitro che punteggiavano il Deserto in città fantasma.

Tra queste, Humberstone.

Humberstone

Del 1872 è la fondazione della fabbrica “La Palma”, (poi “Humberstone”) da parte di The Peruvian Nitrate Company, di James Thomas Humberstone. Venduta al Governo Peruviano, viene riscattata alla fine della Guerra del Pacifico da parte di Gibbs & Company. Nel 1890 nasce The New Tamarugal Nitrate Company Ltd, che dota la fabbrica del Sistema Shanks, trasformando La Palma in una delle più produttive industrie del Salnitro della zona di Tarapacá.

Nel 1932, La Palma paralizza la produzione e nel 1934 viene acquistata da COSATAN (Compañía Salitrera de Tarapacá y Antofagasta), rinominata “Humberstone” e modernizzata.
Nel 1940 vive il suo periodo di massima espansione, arrivando ad ospitare una popolazione di 3.700 abitanti.
Nel 1958 COSATAN entra in crisi e nel 1960 abbandona definitivamente la fabbrica.

Dopo essere stata dichiarata Monumento Nazionale nel 1970, ottiene il riconoscimento di Bene Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO nel 2005.

Oggi è possibile visitare la parte conservata della zona industriale e del villaggio, con le sue case per dirigenti, impiegati e operai, la scuola, il teatro, il mercato, e un interessante Museo che ricostruisce la storia del “Pampino”, il lavoratore del Salnitro.

Vita da pampino: fichas salitreras

Uno degli esempi più rappresentativi delle condizioni di vita dei lavoratori del Salnitro, è il sistema di retribuzione del loro lavoro. I salari, infatti, non venivano pagati in denaro corrente, ma attraverso una sorta di moneta emessa e valida solo all’interno delle fabbriche, con cui questi potevano comprare generi di prima necessità venduti dalla fabbrica stessa.

Non è difficile capire cosa ciò poteva significare per lavoratori che erano stati spesso contrattati all’estero, e la cui speranza di potervi un giorno far ritorno, naufragava davanti all’impossibilità di pagarsi anche il solo viaggio.

Il sistema delle fichas motivò le prime lotte sociali, alle quali il governo cileno rispose con misure fortemente repressive. La più atroce fu la mattanza della Scuola Santa María di Iquique, quando, il 21 Dicembre 1907, l’esercito aprì il fuoco sulla folla, uccidendo circa 2000 persone tra uomini, donne e bambini.

Il sistema delle fichas fu bandito ufficialmente nel 1924, ma continuò ad essere usato per diversi anni ancora.

Salnitro: Nitrato di Potassio

In natura lo si trova combinato a depositi di gesso, cloruro di sodio, altri sali e sabbia, in un insieme denominato “caliche”.

Il processo di estrazione del Salnitro prevedeva: la triturazione del “caliche”, il suo riscaldamento tramite vapore per ottenerne la dissoluzione, la saturazione con Nitrato di Sodio e la decantazione del composto. Da una prima cristallizzazione si otteneva il Salnitro Sodico, da una seconda, il Salnitro Potassico.

E’ utilizzato per produrre Acido Nitrico, impiegato come reattivo da laboratorio, per fabbricare esplosivi quali la nitroglicerina, come fertilizzante, per produrre l’acqua regia (particolare reattivo capace di dissolvere l’oro e il platino), nella conservazione alimentare (E252).

Il Nitrato de Potassio è inoltre un agente ossidante indispensabile per la polvere da sparo.

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